Sto seriamente pensando di cambiare lavoro e di trovarne uno a tempo indeterminato dove mi pagano più di adesso, vicino e che mi piaccia, pure.
Sono stupida, berlusconianamente ottimista o totalmente fuori dalla realtà?
O le ultime due cose coincidono?
2.1.09
30.12.08
Pensieri post-natale
1. I bambini
Ricevono e scartano decine di regali. La nipotina di 4 anni ne apre uno, neanche lo guarda e urla: un altro! Mi chiedo che senso diano a tutto quello che ricevono.
Mi spiace fare sempre la nostalgica che guarda indietro e pensa che si stava meglio quando si aveva meno, però veramente credo prima ci fosse più equilibrio e più soddisfazione.
A Natale mia madre e i suoi 5 fratelli riceveva dei mandarini come regalo. Alla Befana dolci fatti in casa.
2. Traumi
Alla Vigilia di Natale i miei nervi saltano, tutti gli anni. Si avviluppano in un vortice di non-mi-sento-natalizia-allora-sensi-di-colpa-allora-litigo-faccio-pace-e-solo-allora-sembra-davvero-Natale. Complesso sado-masochista, afferma la Naturopata (certo, forse lei non ha i titoli accademici per lanciarsi in questo genere di sentenze ma ne ha cmq tutte le ragioni).
3. Convivere durante le feste
La mia casa cade letteralmente a pezzi. Praticamente al suo interno non ci sono mobili, tutto quello che ci continuiamo a portare tutti i giorni sta ammucchiato negli angoli. Eppure io sono serena, oserei dire felice!
La volta precedente avevo una casa perfetta e una convivenza disastrosa. Direi che la situazione attuale ne rappresenta il meraviglioso opposto, come in una precisa legge del contrappasso.
4. Temporary-friend
La mia vita e il mio profilo su FB sono pieni di amicizie interrotte. Ho conosciuto tante persone, ho vissuto in posti diversi, entrata anche in contatto molto ravvicinato con tante persone. Eppure le ho perse quasi tutte.
Sono pigra, e non tengo molto vivi i contatti. Sono cambiata molto, però credo come quasi tutti. Oppure, opzione più probabile, ho sempre quella sensazione che chiuso un ciclo, un episodio di vita, un momento rimanga poco o niente da dirsi.
Sbaglio, mamma quanto.
Ricevono e scartano decine di regali. La nipotina di 4 anni ne apre uno, neanche lo guarda e urla: un altro! Mi chiedo che senso diano a tutto quello che ricevono.
Mi spiace fare sempre la nostalgica che guarda indietro e pensa che si stava meglio quando si aveva meno, però veramente credo prima ci fosse più equilibrio e più soddisfazione.
A Natale mia madre e i suoi 5 fratelli riceveva dei mandarini come regalo. Alla Befana dolci fatti in casa.
2. Traumi
Alla Vigilia di Natale i miei nervi saltano, tutti gli anni. Si avviluppano in un vortice di non-mi-sento-natalizia-allora-sensi-di-colpa-allora-litigo-faccio-pace-e-solo-allora-sembra-davvero-Natale. Complesso sado-masochista, afferma la Naturopata (certo, forse lei non ha i titoli accademici per lanciarsi in questo genere di sentenze ma ne ha cmq tutte le ragioni).
3. Convivere durante le feste
La mia casa cade letteralmente a pezzi. Praticamente al suo interno non ci sono mobili, tutto quello che ci continuiamo a portare tutti i giorni sta ammucchiato negli angoli. Eppure io sono serena, oserei dire felice!
La volta precedente avevo una casa perfetta e una convivenza disastrosa. Direi che la situazione attuale ne rappresenta il meraviglioso opposto, come in una precisa legge del contrappasso.
4. Temporary-friend
La mia vita e il mio profilo su FB sono pieni di amicizie interrotte. Ho conosciuto tante persone, ho vissuto in posti diversi, entrata anche in contatto molto ravvicinato con tante persone. Eppure le ho perse quasi tutte.
Sono pigra, e non tengo molto vivi i contatti. Sono cambiata molto, però credo come quasi tutti. Oppure, opzione più probabile, ho sempre quella sensazione che chiuso un ciclo, un episodio di vita, un momento rimanga poco o niente da dirsi.
Sbaglio, mamma quanto.
23.12.08
Auguri contropelo
Natale, di già.
Quest'anno è diverso, almeno per me, anche se poi è ogni anno diverso, anche se sempre uguale, per tutti.
La crisi, mannaggia. Vera, niente da dire. Però forse dovremmo pensare che il nostro concetto di "sacrificio" è un po' diverso da quello dei nostri nonni. Per loro significava che senza il piatto in tavola restava vuoto, per noi che non possiamo comprarci l'i-phone o cambiare la macchina ogni 3 anni? Chiedo, eh.
Sprechiamo risorse di ogni tipo, cibo, acqua, aria, terra, energia, spirito, ogni secondo, per mantenere uno stile di esistenza che è oltre ogni decenza e ogni reale necessità. Il risultato è comunque che la gente non sta bene, cerca risposte, necessita di equilibri. La gente si iscrive massicciamente a corsi di yoga, paga fior di soldi in psicoterapie, e le due cose da un certo punto di vista sono uguali perchè assolvono alla stessa funzione: dare risposte che nessuno ha idea di dove cercare.
Scadrò nel banale ma questo Natale DEVE avere un colore diverso, connotati più sobri, un approccio più rispettoso nei confronti di tutto il dolore e la sofferenza umana e della natura nei quali siamo immersi. Che la crisi ci insegni almeno ad iniziare a pensare di comprare meno, sprecare meno, esagerare meno, mangiare meno, offendere meno, desiderare superficialmente meno.
La soluzione per stare meglio non è aggiungere pensieri/strategie/oggetti/ecc. La natura e la nostra anima contengono il seme e la potenzialità di tutto quello che ci serve.
La via è togliere, sempre che si sia consapevoli di cosa bisogna togliere. E forse, se l'avremo capito, alla fine della Crisi ci sentiremo più poveri ma anche molto più leggeri.
Buon sobrio, sereno, consapevole e rispettoso Natale.
Quest'anno è diverso, almeno per me, anche se poi è ogni anno diverso, anche se sempre uguale, per tutti.
La crisi, mannaggia. Vera, niente da dire. Però forse dovremmo pensare che il nostro concetto di "sacrificio" è un po' diverso da quello dei nostri nonni. Per loro significava che senza il piatto in tavola restava vuoto, per noi che non possiamo comprarci l'i-phone o cambiare la macchina ogni 3 anni? Chiedo, eh.
Sprechiamo risorse di ogni tipo, cibo, acqua, aria, terra, energia, spirito, ogni secondo, per mantenere uno stile di esistenza che è oltre ogni decenza e ogni reale necessità. Il risultato è comunque che la gente non sta bene, cerca risposte, necessita di equilibri. La gente si iscrive massicciamente a corsi di yoga, paga fior di soldi in psicoterapie, e le due cose da un certo punto di vista sono uguali perchè assolvono alla stessa funzione: dare risposte che nessuno ha idea di dove cercare.
Scadrò nel banale ma questo Natale DEVE avere un colore diverso, connotati più sobri, un approccio più rispettoso nei confronti di tutto il dolore e la sofferenza umana e della natura nei quali siamo immersi. Che la crisi ci insegni almeno ad iniziare a pensare di comprare meno, sprecare meno, esagerare meno, mangiare meno, offendere meno, desiderare superficialmente meno.
La soluzione per stare meglio non è aggiungere pensieri/strategie/oggetti/ecc. La natura e la nostra anima contengono il seme e la potenzialità di tutto quello che ci serve.
La via è togliere, sempre che si sia consapevoli di cosa bisogna togliere. E forse, se l'avremo capito, alla fine della Crisi ci sentiremo più poveri ma anche molto più leggeri.
Buon sobrio, sereno, consapevole e rispettoso Natale.
22.12.08
Dilemma della sera
A casa dei miei, lui lontano da qui, io con una valigia in macchina e una a casa mia, il mio pc da una parte, i miei libri dall'altra. Ho pezzi di me sparsi qua e là e la sensazione di essere come...distribuita...persa...disunita.
E la domanda è: dove dormo? qual è il mio letto? dove mi sento a casa?
E la risposta è: da nessuna parte, al momento.
Soprattutto se non c'è lui a calamitare e riunire tutti i pezzi di me al suo fianco.
E la domanda è: dove dormo? qual è il mio letto? dove mi sento a casa?
E la risposta è: da nessuna parte, al momento.
Soprattutto se non c'è lui a calamitare e riunire tutti i pezzi di me al suo fianco.
18.12.08
Io Amo Rob Brezsny, indipendentemente dal mio segno
Dopo aver meditato a lungo su come dare una sferzata d'energia alla tua vita amorosa, ho deciso di sottoporti questo brano del libro di John Welwood Perfect love, imperfect relationships. "In cuor loro tutti conoscono l'amore perfetto, perché il cuore umano è un canale attraverso cui l'amore assoluto si riversa nel mondo. Ma i rapporti umani sono un'espressione imperfetta di quell'amore. Questo crea un doloroso divario tra l'amore perfetto del nostro cuore e il modo imperfetto e incompleto in cui lo esprimiamo nei nostri rapporti. Se siamo convinti che l'amore umano debba essere quello che non è (cioè assolutamente incondizionato), rimaniamo delusi e finiamo per diffidare dell'amore. Proviamo rancore verso gli altri perché non ci amano nel modo giusto o verso noi stessi perché pensiamo di non meritare l'amore. Tutto questo crea una ferita universale: la sensazione di non essere amati per quello che siamo".
www.internazionale.it/oroscopo
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15.12.08
Conviventi (anche noi)
Convivo. Conviviamo.
Ripeto queste parole a me stessa da qualche giorno e cerco di sentire che gusto hanno per me che sono al secondo assaggio. Dolce e abbastanza inedito, direi.
Niente a che vedere con la prima, e questo è bene e anche male allo stesso tempo.
Certo, di ingenuità sull'argomento non ce n'è più traccia. D'altro canto stavolta c'è tanta consapevolezza, che a volte sembra solo un contentino, scarto di elaborazione di un fallimento, danno collaterale, ma che ora so apprezzare (niente alibi per il cinismo però).
Ovvio che cambia tutto. Mica come le ultime tre settimane passate a spostarsi tra 3 case diverse a prendere pacchi di vestiti, biscotti e tisane al microonde, cavoli ho lasciato il portatile a casa tua, e abbiamo solo un paio di lenzuola, e mangiamo al Mac (dopo una lezione di yoga) perchè essendo la cucina ancora smontata in garage l'unica alternativa è il cibo industrial-borghese di provincia.
Lui però l'ha capito che stavo provando a fare la furba. Parliamo al plurale però un solo mazzo di chiavi e sempre nella mia borsa. Salvare le apparenze ed evitare di usare certi paroloni, che tanto precari ci sentiamo comunque, che conviviamo davvero o che giochiamo a farlo, come i bambini che attraverso il gioco esorcizzano le situazioni da adulti.
Ha chiesto chiarezza, e io ho capito che andava fatto un saltino al di là della paura che mi fanno certi vocaboli, per vedere che, tanto, ne stavamo già comunque vivendo il significato.
Ripeto queste parole a me stessa da qualche giorno e cerco di sentire che gusto hanno per me che sono al secondo assaggio. Dolce e abbastanza inedito, direi.
Niente a che vedere con la prima, e questo è bene e anche male allo stesso tempo.
Certo, di ingenuità sull'argomento non ce n'è più traccia. D'altro canto stavolta c'è tanta consapevolezza, che a volte sembra solo un contentino, scarto di elaborazione di un fallimento, danno collaterale, ma che ora so apprezzare (niente alibi per il cinismo però).
Ovvio che cambia tutto. Mica come le ultime tre settimane passate a spostarsi tra 3 case diverse a prendere pacchi di vestiti, biscotti e tisane al microonde, cavoli ho lasciato il portatile a casa tua, e abbiamo solo un paio di lenzuola, e mangiamo al Mac (dopo una lezione di yoga) perchè essendo la cucina ancora smontata in garage l'unica alternativa è il cibo industrial-borghese di provincia.
Lui però l'ha capito che stavo provando a fare la furba. Parliamo al plurale però un solo mazzo di chiavi e sempre nella mia borsa. Salvare le apparenze ed evitare di usare certi paroloni, che tanto precari ci sentiamo comunque, che conviviamo davvero o che giochiamo a farlo, come i bambini che attraverso il gioco esorcizzano le situazioni da adulti.
Ha chiesto chiarezza, e io ho capito che andava fatto un saltino al di là della paura che mi fanno certi vocaboli, per vedere che, tanto, ne stavamo già comunque vivendo il significato.
8.12.08
That's Ammorre
Avevo:
la camicia da notte felpata con pupazzi, sotto pantaloni di pigiamone felpato uguale
capelli spiaccicati
crosticine negli occhi gonfi di un giorno intero di pianti (quello prima)
alito e odore generale di una che è stata 13 ore sdraiata tra divano e letto sotto sintetiche, elettrostatiche e sudorifere copertine Ikea
Mi ha guardato negli occhi e con quel suo sguardo dolce e furbetto mi ha detto:
ti amo.
QUESTO è amore. E io sono pazza di lui.
la camicia da notte felpata con pupazzi, sotto pantaloni di pigiamone felpato uguale
capelli spiaccicati
crosticine negli occhi gonfi di un giorno intero di pianti (quello prima)
alito e odore generale di una che è stata 13 ore sdraiata tra divano e letto sotto sintetiche, elettrostatiche e sudorifere copertine Ikea
Mi ha guardato negli occhi e con quel suo sguardo dolce e furbetto mi ha detto:
ti amo.
QUESTO è amore. E io sono pazza di lui.
6.12.08
Intrascurabili segno del destino e della mediocrità umana
Andiamo a dormire, ci svegliamo a mattinata inoltrata, facciamo l'amore, ci alziamo per fare colazione, tè verde e pan di stelle coccole.
Qualcosa cade dall'alto, pezzetti di intonaco bianco. Alziamo lo sguardo e il quadretto di normale vita di coppia da sabato mattina svanisce in un secondo.
Un pezzo di contro-soffitto, lungo 6 metri almeno, sta per staccarsi e crollarci in testa.
Io non credo di chiedere moltissimo. Ho comprato un anno fa una casa, una normalissima casa, l'ho pagata e continuo a pagarla, ho continuato ad aspettarci di vivere con ansia e trepidazione, col solletichino alla pancia del "torno a vivere da sola...anzi forse vado a convivere", l'ho immaginata finita mille volte, ho comprato oggetti per renderla simile a me.
Eppure la realtà continua a distruggere la mia immaginazione, la massacra, anche quando lei alza la testa e prova, poveretta, a fare ancora uno sforzo: tutto si sistemerà, tutto andrà bene, loro si prenderanno le responsabilità e aggiusteranno ogni cosa, guarda che bella luce che c'è dai.
Invece un cazzo. Anzi meno di un cazzo.
Adesso però sono davvero Davvero Incazzata.
Un anno con le mie cose impacchettate in scatole di cartone ammucchiate e con una cucina smontata in garage.
Un anno che attendo di ri-iniziare la mia vita adulta.
Un anno che i miei si aspettano che io vada via da un momento all'altro e stanno col fiato sospeso in attesa di capire come sarà la mia terza uscita di casa.
Un anno di vita di trasnizione verso un cambiamento che continua a non arrivare e a non sbloccare tutto il resto.
Almeno sei mesi che mi chiedo come sarà la mia seconda convivenza.
E tutto questo non mi autorizza a chiedere danni morali??
Qualcosa cade dall'alto, pezzetti di intonaco bianco. Alziamo lo sguardo e il quadretto di normale vita di coppia da sabato mattina svanisce in un secondo.
Un pezzo di contro-soffitto, lungo 6 metri almeno, sta per staccarsi e crollarci in testa.
Io non credo di chiedere moltissimo. Ho comprato un anno fa una casa, una normalissima casa, l'ho pagata e continuo a pagarla, ho continuato ad aspettarci di vivere con ansia e trepidazione, col solletichino alla pancia del "torno a vivere da sola...anzi forse vado a convivere", l'ho immaginata finita mille volte, ho comprato oggetti per renderla simile a me.
Eppure la realtà continua a distruggere la mia immaginazione, la massacra, anche quando lei alza la testa e prova, poveretta, a fare ancora uno sforzo: tutto si sistemerà, tutto andrà bene, loro si prenderanno le responsabilità e aggiusteranno ogni cosa, guarda che bella luce che c'è dai.
Invece un cazzo. Anzi meno di un cazzo.
Adesso però sono davvero Davvero Incazzata.
Un anno con le mie cose impacchettate in scatole di cartone ammucchiate e con una cucina smontata in garage.
Un anno che attendo di ri-iniziare la mia vita adulta.
Un anno che i miei si aspettano che io vada via da un momento all'altro e stanno col fiato sospeso in attesa di capire come sarà la mia terza uscita di casa.
Un anno di vita di trasnizione verso un cambiamento che continua a non arrivare e a non sbloccare tutto il resto.
Almeno sei mesi che mi chiedo come sarà la mia seconda convivenza.
E tutto questo non mi autorizza a chiedere danni morali??
3.12.08
Soul sizing
La mia anima è elastica.
Ci sono giorni in cui è grande, enorme, ingloba persone e mi fa percepire persino gli oggetti.
Altre volte si rimpicciolisce, si infeltrisce, si stringe ed esclude tutto.
Ultimamente la seconda che ho detto. Tocca fare dello stretching emotivo.
Ci sono giorni in cui è grande, enorme, ingloba persone e mi fa percepire persino gli oggetti.
Altre volte si rimpicciolisce, si infeltrisce, si stringe ed esclude tutto.
Ultimamente la seconda che ho detto. Tocca fare dello stretching emotivo.
2.12.08
Cicli
Da pieno a vuoto.
Dalla corsa in accelerazione alla frenata.
Dal surriscaldamento al raffreddamento.
Da un obiettivo nitido da raggiungere a tutti i costi ad uno spazio ampio e vuoto davanti a me.
Da energie canalizzate ad inerzia vaga.
Vivacchio, provo a raccogliere le forze, cerco di riempirmi di qualcosa d'altro ma faccio un po' fatica, stallo. Cerco di ripetermi che la natura e la vita funzionano a cicli e cerco di non farci troppo caso anche se qualcosa in me inizia a pensare che sia davvero ora di iniziare un ciclo nuovo e diverso.
Dalla corsa in accelerazione alla frenata.
Dal surriscaldamento al raffreddamento.
Da un obiettivo nitido da raggiungere a tutti i costi ad uno spazio ampio e vuoto davanti a me.
Da energie canalizzate ad inerzia vaga.
Vivacchio, provo a raccogliere le forze, cerco di riempirmi di qualcosa d'altro ma faccio un po' fatica, stallo. Cerco di ripetermi che la natura e la vita funzionano a cicli e cerco di non farci troppo caso anche se qualcosa in me inizia a pensare che sia davvero ora di iniziare un ciclo nuovo e diverso.
30.11.08
Andata
4 giorni da 15 ore lavorative l'uno
300 persone
1 convegno
1 cena di gala
28 corsi di formazione
30 persone di staff e 5 fornitori da coordinare
2 location
207 metri quadri di stand
e, neve e Alitalia a parte, è andato tutto benissimo.
Mi godo i complimenti di chi ha partecipato, di colleghi e fornitori, nella certezza che saranno l'unica soddisfazione che riceverò da questi 3 mesi di lavoro sacrificale.
Comunque è l'ultima volta che lo faccio, almeno in questa azienda.
300 persone
1 convegno
1 cena di gala
28 corsi di formazione
30 persone di staff e 5 fornitori da coordinare
2 location
207 metri quadri di stand
e, neve e Alitalia a parte, è andato tutto benissimo.
Mi godo i complimenti di chi ha partecipato, di colleghi e fornitori, nella certezza che saranno l'unica soddisfazione che riceverò da questi 3 mesi di lavoro sacrificale.
Comunque è l'ultima volta che lo faccio, almeno in questa azienda.
17.11.08
Nuove esperienze della settimana
Trovare i ladri sulla porta di casatua alle 4 del mattino
Scoprire che tua madre ha subito un'operazione in anestesia totale 2gg dopo che è successo
Ricevere una mail di risposta dal capo che ti dice: per fortuna ho cose più importanti di questa a cui pensare e non porto rancore
11.11.08
Flooding
Piove dentro la mia casa, dal tetto e dal balcone.
Piove in casa dei miei, lucernario.
Si è anche allagato il mio ufficio.
Ho chiesto a Google: acqua è simbolo di fertilità, saggezza, rinascita.
Ciò però fa a pugni con la mia convinzione che quanto accaduto (ancora) abbia un qualche senso.
Parole: Alibi - Subsonica
Piove in casa dei miei, lucernario.
Si è anche allagato il mio ufficio.
Ho chiesto a Google: acqua è simbolo di fertilità, saggezza, rinascita.
Ciò però fa a pugni con la mia convinzione che quanto accaduto (ancora) abbia un qualche senso.
Parole: Alibi - Subsonica
Piove sui miei alibi
Piove sui rimpianti
L’acqua scorre e scivola sul tempo che ci resta.
6.11.08
Riflessioni di pseudo-viaggio/2
Post doppio, stasera. Un sacco di cose da rielaborare attraverso la scrittura. Alcune vale la pena, altre meno ma devo spurgare.
Vita da autogrill
1. ma il wc automatico non è una delle cose più inquietanti del mondo? poi tutti quegli spruzzi...blah! E poi non parte mai al momento giusto...
2. è rassicurante, ovunque vai in Autogrill trovi il tuo panino preferito (mio: Icaro). Stesso discorso per Mac, ma anche per HM, qualsiasi negozio HM nel mondo so già cosa troverò e che qualcosa che mi piace la comprerò! Però forse ci perdiamo un tot di cose, la variabilità, l'imprevedibilità, l'essere costretti al nuovo. Se penso al Marocco...ogni posto dove ti fermavi era una sorpresa (vabbè, non sempre piacevole). Detto ciò mi sono fermata in un autogrill Fini e mi ha fatto schifo :)
3. tutti quei libri di marketing, leadership, teamwork, motivazione, creatività, fare soldi, pensiero laterale, management, ecc. in vendita in autogrill...immagino che li vendano, a fianco a Vespa e Gigi D'alessio, a non so bene quale target. Mi chiedo: che tutto il genio imprenditoriale di questo Paese viva in autostrada sempre in giro per l'Italia? Se così fossi, qualcuno dovrebbe dire loro che devono fermarsi da qualche parte, che ce n'è bisogno, che devono proliferare e condividere la loro cultura manageriale col resto della popolazione.
Oppure questo Paese è pieno di illusi che sperano che un libro sul pensiero laterale e sulla leadership gli possa svoltare la cultura e la vita?
Vita da autogrill
1. ma il wc automatico non è una delle cose più inquietanti del mondo? poi tutti quegli spruzzi...blah! E poi non parte mai al momento giusto...
2. è rassicurante, ovunque vai in Autogrill trovi il tuo panino preferito (mio: Icaro). Stesso discorso per Mac, ma anche per HM, qualsiasi negozio HM nel mondo so già cosa troverò e che qualcosa che mi piace la comprerò! Però forse ci perdiamo un tot di cose, la variabilità, l'imprevedibilità, l'essere costretti al nuovo. Se penso al Marocco...ogni posto dove ti fermavi era una sorpresa (vabbè, non sempre piacevole). Detto ciò mi sono fermata in un autogrill Fini e mi ha fatto schifo :)
3. tutti quei libri di marketing, leadership, teamwork, motivazione, creatività, fare soldi, pensiero laterale, management, ecc. in vendita in autogrill...immagino che li vendano, a fianco a Vespa e Gigi D'alessio, a non so bene quale target. Mi chiedo: che tutto il genio imprenditoriale di questo Paese viva in autostrada sempre in giro per l'Italia? Se così fossi, qualcuno dovrebbe dire loro che devono fermarsi da qualche parte, che ce n'è bisogno, che devono proliferare e condividere la loro cultura manageriale col resto della popolazione.
Oppure questo Paese è pieno di illusi che sperano che un libro sul pensiero laterale e sulla leadership gli possa svoltare la cultura e la vita?
Riflessioni di pseudo-viaggio/1
Perchè Ancona non è ovviamente una destinazione da viaggio. Ma per me lo è stato. Ho cercato su internet ricordi della semiotica del racconto che tanto mi ha appassionato all'università e ho trovato qualcosa che mi parla di me, oggi.
Ho affrontato (certo, non potevo evitarlo date le circostanze) alcuni draghi famigliari, ci ho forzatamente convissuto per un giorno e mezzo. E il risultato mi ha veramente stupita e...guarita.
Ho affrontato (certo, non potevo evitarlo date le circostanze) alcuni draghi famigliari, ci ho forzatamente convissuto per un giorno e mezzo. E il risultato mi ha veramente stupita e...guarita.
L’eroe, termine da declinarsi anche al femminile, è archetipo dell’energia che che affronta la vita con padronanza e riconoscenza, avendo consapevolezza delle difficoltà e del dolore, ma senza farsene sommergere o vincere, è colui che affronta il nemico, che avanza e supera anche ciò che appare insormontabile.
L’eroe appare in tutte le fiabe e i racconti mitologici come simbolo della possibilità di andare avanti nel proprio viaggio vitale e trovare un significato a questo movimento, e la sua battaglia contro il mostro, il nemico, il drago, da cui esce vittorioso, non è solo dimostrazione della sua forza e volontà, ma del potenziale di trasformazione che lo renderà più consapevole di se’, che porterà nuova vita, nuova energia al suo percorso.
La ricompensa del viaggio dell’eroe e delle prove da lui affrontate, sarà il senso di comunione con il tutto, la comprensione e l’indulgenza nei confronti degli altri. L’energia dell’ archetipo eroico è aperta, proiettata verso l’esterno, positiva, il suo scopo è l’azione e la vittoria, la soluzione e l’ unione di ciò che appare come caos o divisione.
3.11.08
Wir fahren auf den autobahn (o giù di lì)
Post dalla via per la laurea di mia sorella.
Macchina, guida il papà. Madre addolcita dalla mia lettera (4-pagine) di figlia quasi adulta e quasi freddamente oggettiva (avevo i fatti dalla mia stavolta).
La A1, precisamente, destinazione Ancona. Un giorno e mezzo di ferie che pesa come un macigno sui miei obiettivi lavorativi a scadenza imminente.
Tempo passato col portatile sulle gambe (quando seduta) e l'auricolare che mi collega costantemente all'unità di crisi in ufficio nell'orecchio. Tempo che non ha più data nè ora - è sempre il giorno dell'evento, nè soluzione di continuità nell'urgenza-urgente di tutto quello che manca da fare (ovvero una montagna di robe).
In tutto ciò crolli emotivi, amici visti poco ma sempre pronti, primo anniversario della storia più bella che ho mai avuto finora.
Senza il suo amore sarei già un mucchietto di cenere.
Macchina, guida il papà. Madre addolcita dalla mia lettera (4-pagine) di figlia quasi adulta e quasi freddamente oggettiva (avevo i fatti dalla mia stavolta).
La A1, precisamente, destinazione Ancona. Un giorno e mezzo di ferie che pesa come un macigno sui miei obiettivi lavorativi a scadenza imminente.
Tempo passato col portatile sulle gambe (quando seduta) e l'auricolare che mi collega costantemente all'unità di crisi in ufficio nell'orecchio. Tempo che non ha più data nè ora - è sempre il giorno dell'evento, nè soluzione di continuità nell'urgenza-urgente di tutto quello che manca da fare (ovvero una montagna di robe).
In tutto ciò crolli emotivi, amici visti poco ma sempre pronti, primo anniversario della storia più bella che ho mai avuto finora.
Senza il suo amore sarei già un mucchietto di cenere.
24.10.08
Violenza invisibile
Dopo un'altra settimana passata ad arrancare fino al desideratissimo venerdì sera, rifletto, ancora e sempre, sull'assetto psicodrammatico della mia famiglia.
MadreDiFerro lunedì ha accompagnato della gente a casa mia e l'ha vista per la prima volta con un letto, della biancheria, segni di vita. Quando mi ha visto la sua prima frase è stata:
ma si può sapere cos'hai comprato a fare un letto e un divano che tanto devi portare via tutto?
PadreMuto si ingozza di cibo con la stessa foga con cui la Madre si ingozza di sigarette.
I miei pasti, unico momento di contatto visivo e uditivo con loro, sono minuti lenti, i meno possibili, passati nel disagio riempito da un patetico TG qualsiasi. Non ho più la forza di arrabbiarmi, di lottare, di urlare, mi sono adeguata senza accorgermene, forse è anche l'età, al loro silenzioso comportamento nei miei confronti.
Poi mi capita di andare "dai suoceri" e, come sempre è successo nella mia vita, mi rendo conto che esistono mamme "normali", sento la dolcezza di cosa significhi avere una madre affettuosa, serena, che non ti deve rinfacciare ogni giorno almeno una delle seguenti cose: che esisti e quindi lei ti ha dovuto accudire, che sei arrivata tardi, che non mangi, che mangi, che lavori troppo, che fai troppe cose, che hai tot anni e non sai tirarti fuori dai guai, che sei sempre fidanzata (da adolescente), che cambi troppe fidanzati (da adulta), che lei ti stira le cose, e altro e altro ancora.
Lui mi invita a pranzo alle 12.45 e sua madre mi sorride e mi dice che non c'è problema. Questo dio santo.
Non li sopporto più. E' orribile, sono i miei genitori, a loro devo tutto, ma viverci insieme mi sta facendo lentamente scivolare nella schizofrenia. Mi sento una merda ma non posso fare altro che provare fastidio e continuare a pagare l'avvocato affinchè salvi al più presto il mio immobile e la mia integrità mentale.
MadreDiFerro lunedì ha accompagnato della gente a casa mia e l'ha vista per la prima volta con un letto, della biancheria, segni di vita. Quando mi ha visto la sua prima frase è stata:
ma si può sapere cos'hai comprato a fare un letto e un divano che tanto devi portare via tutto?
PadreMuto si ingozza di cibo con la stessa foga con cui la Madre si ingozza di sigarette.
I miei pasti, unico momento di contatto visivo e uditivo con loro, sono minuti lenti, i meno possibili, passati nel disagio riempito da un patetico TG qualsiasi. Non ho più la forza di arrabbiarmi, di lottare, di urlare, mi sono adeguata senza accorgermene, forse è anche l'età, al loro silenzioso comportamento nei miei confronti.
Poi mi capita di andare "dai suoceri" e, come sempre è successo nella mia vita, mi rendo conto che esistono mamme "normali", sento la dolcezza di cosa significhi avere una madre affettuosa, serena, che non ti deve rinfacciare ogni giorno almeno una delle seguenti cose: che esisti e quindi lei ti ha dovuto accudire, che sei arrivata tardi, che non mangi, che mangi, che lavori troppo, che fai troppe cose, che hai tot anni e non sai tirarti fuori dai guai, che sei sempre fidanzata (da adolescente), che cambi troppe fidanzati (da adulta), che lei ti stira le cose, e altro e altro ancora.
Lui mi invita a pranzo alle 12.45 e sua madre mi sorride e mi dice che non c'è problema. Questo dio santo.
Non li sopporto più. E' orribile, sono i miei genitori, a loro devo tutto, ma viverci insieme mi sta facendo lentamente scivolare nella schizofrenia. Mi sento una merda ma non posso fare altro che provare fastidio e continuare a pagare l'avvocato affinchè salvi al più presto il mio immobile e la mia integrità mentale.
13.10.08
Take Action
L'euforia di oggi nasce dal fatto che mi sono assunta la responsabilità di dire a qualcuno cose molto spiacevoli, al lavoro (il che complica ulteriormente), e ne sono uscita moralmente vincitrice.
In un mondo di leccaculi, pusillanimi, gente abituata a nascondersi dietro il dito altrui (amichetto, capo-amico, raccomandati, ecc.), a fare il minimo necessario per il mal tollerato quieto vivere, mi sento di emergere.
In questo, almeno, mi sento adulta.
So prendermi le responsabilità non perchè qualcuno si aspetta che io le prenda o perchè sono pagata per farlo (anzi...) ma per mio istinto e dovere. Nel bene, e nel male ovviamente, a costo di sembrare pesantona, bacchettona, rigidona (l'-ona invecchia anche molto, no?).
E allora quando fai notare a un collaboratore che sta cazzeggiando al punto di mancare completamente di rispetto a te e agli altri e lui abbassa le arie, quando un'altra collaboratrice ti scrive in mail privata dopo la tua super-presentazione davanti al management "Sei stata bravissima. Mi guardo intorno e ti ritengo l'unica dalla quale posso imparare qualcosa, l'esempio al quale guardare", beh, quand'è così il mio 8-20 di lunedì e successivi HA un SENSO.
A volte ci spaventa l'idea di prendere in mano il flusso delle cose. Dire qualcosa di spiacevole ma doveroso a qualcuno, che sta sbagliando, che non vede la realtà, che ti manca di rispetto, dire alla persona che ami che forse c'è un problema, che non è più come prima, prendersi la responsabilità delle mille lamentele che ci ripetiamo ogni giorno su quello che non va in noi o in chi ci sta accanto, Fa Paura. Ma anche Ebrezza.
In un mondo di leccaculi, pusillanimi, gente abituata a nascondersi dietro il dito altrui (amichetto, capo-amico, raccomandati, ecc.), a fare il minimo necessario per il mal tollerato quieto vivere, mi sento di emergere.
In questo, almeno, mi sento adulta.
So prendermi le responsabilità non perchè qualcuno si aspetta che io le prenda o perchè sono pagata per farlo (anzi...) ma per mio istinto e dovere. Nel bene, e nel male ovviamente, a costo di sembrare pesantona, bacchettona, rigidona (l'-ona invecchia anche molto, no?).
E allora quando fai notare a un collaboratore che sta cazzeggiando al punto di mancare completamente di rispetto a te e agli altri e lui abbassa le arie, quando un'altra collaboratrice ti scrive in mail privata dopo la tua super-presentazione davanti al management "Sei stata bravissima. Mi guardo intorno e ti ritengo l'unica dalla quale posso imparare qualcosa, l'esempio al quale guardare", beh, quand'è così il mio 8-20 di lunedì e successivi HA un SENSO.
A volte ci spaventa l'idea di prendere in mano il flusso delle cose. Dire qualcosa di spiacevole ma doveroso a qualcuno, che sta sbagliando, che non vede la realtà, che ti manca di rispetto, dire alla persona che ami che forse c'è un problema, che non è più come prima, prendersi la responsabilità delle mille lamentele che ci ripetiamo ogni giorno su quello che non va in noi o in chi ci sta accanto, Fa Paura. Ma anche Ebrezza.
10.10.08
Errata Corrige
Forse perchè il weekend non basta più per recuperare, forse perchè sono davvero troppo sotto, forse perchè prenderei a calci nel culo parecchi parassiti del lavoro degli altri, ma in realtà stasera sono uscita dall'ufficio e in macchina anziché sentirmi più leggera mi sentivo più appiccicaticcia.
Come quelle immagini cinematografiche che fanno parte dell'immaginario di chiunque dove un essere vivente è avvolto da una specie di placenta e da fuori si vedono le protuberanze e le forme in controluce.
Così mi sento (sebbene con una sorprendente energia nervosa e quasi positiva, forse è isterica).
Come quelle immagini cinematografiche che fanno parte dell'immaginario di chiunque dove un essere vivente è avvolto da una specie di placenta e da fuori si vedono le protuberanze e le forme in controluce.
Così mi sento (sebbene con una sorprendente energia nervosa e quasi positiva, forse è isterica).
8.10.08
Ode al ChiudiSessione
Shut Down,
due paroline hanno il potere di sollevarmi, inebriarmi, liberarmi.
Shut Down,
e il mondo che occupa il 120% del mio diurno tace e scompare.
Shut Down,
e posso finalmente ricordarmi di esistere e di avere un corpo che non è solo mani che battono su una tastiera e occhi che scansionano centinaia di informaziomi al giorno.
Shut Down,
e il resto della mia vita non-digitale riprende forma e colore.
Shut Down,
ed è ora di cominciare agli Altri Doveri. Non posso ridurmi a scrivere le lezioni di yoga per il mio corso nel parcheggio dell'IperCentroCommerciale....
due paroline hanno il potere di sollevarmi, inebriarmi, liberarmi.
Shut Down,
e il mondo che occupa il 120% del mio diurno tace e scompare.
Shut Down,
e posso finalmente ricordarmi di esistere e di avere un corpo che non è solo mani che battono su una tastiera e occhi che scansionano centinaia di informaziomi al giorno.
Shut Down,
e il resto della mia vita non-digitale riprende forma e colore.
Shut Down,
ed è ora di cominciare agli Altri Doveri. Non posso ridurmi a scrivere le lezioni di yoga per il mio corso nel parcheggio dell'IperCentroCommerciale....
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