6.3.07

Question-time

Come posso appartenere a “qualcuno” che già a priori è “altro”?
Come posso andare avanti se la mia anima è ancora zuppa di lui?
Quanto tempo, ancora?

Speranza maledetta….a volte salvi dalla disperazione totale, a volte fai in modo che non se ne esca…

Parole: Against all odds - Phil Collins

How can I just let you walk away, just let you leave without a trace
When I stand here taking every breath with you
You're the only one who really knew me at all
How can you just walk away from me, when all I can do is watch you leave
Cos we've shared the laughter and the pain and even shared the tears
You're the only one who really knew me at all
So take a look at me now, oh there's just an empty space
And there's nothing left here to remind me, just the memory of your face
Ooh take a look at me now, well there's just an empty space
And you coming back to me is against all odds and that's what I've got to face

4.3.07

Il cambio di stagione di oggi, da (pseudo) inverno a quasi estate, mi ha provocato un inatteso sbilanciamento umorale.
Visto il post precedente a questo, avrei avuto bisogno di ancora un po’ di inverno di incoraggiamento e stimolo al cambiamento. Il vento d’estate odierno, invece, mi riporta alla frivolezza e al disimpegno, che però quest’anno hanno un retrogusto dolciastro di una stagione di svolte mancate.

Parole: Anonimo
Esistono le sconfitte. Ma nessuno puo' sfuggirvi.
Percio' è meglio perdere alcuni combattimenti nella lotta per i propri sogni, piuttosto che essere sconfitto senza neppure conoscere il motivo per cui si sta
lottando.
Certe persone vivono in lotta con altre, con se stesse, con la vita. Allora si inventano opere teatrali immaginarie e adattano il copione alle proprie frustrazioni.

3.3.07

Tramonti

E' come quando si andava a scuola, e poi c'erano le vacanze, e poi si tornava dalle vacanze e se era fine agosto iniziava a fare fresco. Di colpo ti accorgevi che l'estate stava per finire, brutto ma inevitabile, e ti veniva addosso una sensazione di malinconia unita a voglia di ricominciare, un miscuglio di dolce e salato/piccante, il desiderio di non chiudere un periodo bello e spensierato mentre, allo stesso momento, un brividino di aria fredda nella schiena ti ricordava che era ora di passare ad altro.
Così mi sento.

1.3.07

Unknown

Come si fa a essere estranei a se stessi?
Come si può vivere bene con un'anima che manda segnali che la mente razionale non è in grado di interpretare?
La PsicoDonna dice che io vivo di riflessi di me e degli altri. E il mio riflesso in questo momento è piattissimo.
Credo che il decorso di un grande dolore sia: ribellione, non-accettazione, rabbia, frustrazione, rassegnazione, apatia. Bum.
E chi si schioda più di lì?

Parole: Albe Meccaniche - Subsonica


Ho fatto nei miei giorni cose discutibili
e sotto pelle porto segni indelebili
Ho familiarizzato con le mie oscurità
e patteggiato sul dolore una stabilità

E ciò che può capitarti quando rimani a
guardarti allineare risvegli dentro albe meccaniche.
Ho affondato i denti a puro scopo diagnostico
a puro scopo diagnostico per ritrovare in fondo
solo cenere e costole

25.2.07

Zavorra4, confesso

Lo volevo dire da un po', e l'occasione della zavorra mi dà la possibilità di togliermi un peso: non mi sono mai piaciuti i cantautori italiani.
Per anni non sono mai riuscita a confessarlo pubblicamente. Non mi piace Guccini, nè De Andrè, nè De Gregori, sebbene io non metta in discussione il loro assoluto valore artistico e culturale. Non mi sono mai piaciuti, e non so neanche bene perchè. Mi sembrano parte di un mondo a me lontano dato che i miei genitori ascoltavano Tina Turner o Frank Sinatra o i Beatles (al massimo Battisti).
Però lo volevo dire a tutti quelli con i quali ho cantato sulla spiaggia nella mia adolescenza e tardo-adolescenza: quando cantavo "Generale" facevo il pesce ;)

Parole: Nuvole Barocche - F. De Andrè

Poi un'altra giornata di luce poi un altro di questi tramonti e portali colonne fontane. Tu mi hai insegnato a vivere insegnami a partir. Ma il cielo è tutto rosso di nuvole barocche sul fiume che si sciacqua sotto l'ultimo sole. E mentre soffio a soffio le spinge lo scirocco sussurra un altro invito che dice di restare. Poi carezze lusinghe abbandoni poi quegli occhi di verde dolcezza mille e una di queste promesse. Tu mi hai insegnato il sogno io voglio la realtà. E mentre soffio a soffio le spinge lo scirocco sussurra un altro invito che dice devi amare che dice devi amare.

PS: (l'ho fatto per gioco, ho cercato a caso un testo di De Andrè...sono colpita, pensavo fosse una poesia...forse su di lui mi ricredo...)

23.2.07

Nothing woman

Oggi ho cercato in tutti i modi di eliminare qualsiasi residuo di dignità, autostima, anima, cuore e anche razionalità e volontà.
Ora è tutto vuoto, tabula rasa, deserto sabbioso, neanche le spine, almeno ci fossero. Il mio carattere, la mia anima non hanno preso nessuna piega negli ultimi mesi, forse anni ormai. Nulla. Anzi, probabilmente negli ultimi mesi tutto ciò che è successo è un graduale ma inesorabile essiccamento della vitalità e delle emozioni, un appianamento di ogni guizzo della mia personalità, un piallamento totale delle asperità della mia anima.
Forse sono le ferite che hanno fatto la crosta. Forse c’è un livello massimo di sopportazione di intensità di emozioni dopo il quale solo il nulla non irrita l’anima convalescente. O forse la pelle/il cuore si ispessiscono e sentono molto meno dopo un grande shock.
Valore totale di Anna in quanto essere-umano-che-dovrebbe-avere-un-qualche-peso-nell’universo: 0.

21.2.07

I keep on fallin'

Mi sento come se fossi l'ultima rimasta a una festa finita chissà quando, e io che non me ne sono accorta perché ero ubriaca, o forse perché mi stavo facendo qualcuno nel bagno.
Tutti convivono, si sposano, persino la mia amica del cuore delle superiori, quella che mi rubava i ragazzi, quella che mangiava più uomini di me, quella di cui tutti si stufavano dopo un po' per via del caratterino.
Stasera il cuore mi pesa insopportabilmente.

Parole: Strano il mio destino - Giorgia
strano il mio destino
mi sorprende qui
qui ferma a non capire
dove voglio andare
se tutto quell'amore
io l'ho soffiato via

20.2.07

Cose che nessuno sa - Zavorra2/3

Che dire. Latito io, latita l'anima.
Zavorra 2 nomino quella volta che ero piccola (ma tipo 6 anni), e mio papà mi aveva portato a casa un porta-schotch di plastica trasparente a forma di chiocciola e io, già stronza, glielo avevo tirato dietro.
Ho provato per la prima volta quell'orrendo senso di colpa di aver trattato male qualcuno e non averci ricavato neanche niente, a parte quella sensazione di potere che dura una frazione di secondo tra la stronzaggine e la fitta all'anima della consapevolezza.

E una volta ho persino avuto un'orrenda conversazione da adolescente in cui ho lasciato credere a mio padre che pensavo che lui fosse un fallito nella vita.
Io, poi! Il fallimento personificato.
Questa è così grossa che vale da sola come Zavorra3.

1.2.07

Cose che nessuno sa - Zavorra1

Sono stata nominata. Oltre che dai miei genitori -è ora di andarsene!- da Gk.
La cosa mi intriga, anche perchè il primo istinto, abitudine ormai, è stato quello di pensare a qualcosa del passato che vorrei confessare alla PsicoDonna. Ma non so.
Il secondo istinto è stato di scrivere qualcosa di interessante su di me. Ma quello che c'era da dire mi sa che me lo sono già giocato sul blog.
Il terzo è stato quello di scrivere, confessare anzi, le cose più orrende di me. Forse questa può essere una terapia (chissà cosa ne penserebbe la PsicoDonna), un modo di liberarmi delle zavorre che mi sono tenuta stretta finora e che adesso però basta.

Un bel puraka/rechaka e parto con una cosa che ha a che fare con un evento di oggi: migliore amico che mi riferisce un commento fatto da un mio ex (non uno qualunque, 5 anni insieme circa 13 anni fa) in merito al fallimento della mia storia con TuttoEgo.
- Allora non è stata solo colpa mia il fallimento della ns storia...bel caratterino ancora adesso allora eh?
E' passato tanto tempo. Quei 5 anni insieme hanno un valore molto basso. Ma lo stesso ho sentito una coltellata al cuore.
Prima cosa che praticamente nessuno sa: quasi tutte le mie storie sono finite con un tradimento. E' uno schifo. La fine di una storia per me è sempre qualcosa di inaccettabile. Succede sempre che una parte di me si rende perfettamente conto che si è alla frutta, un'altra non vuole per nessun motivo rinunciare. E questa stessa parte allora si concede una piccola divagazione, come se da quello arrivasse l'energia per dare impulso a una situazione rinsecchita. In realtà è il solo modo per oltrepassare il punto di non-ritorno.
Perchè non potrei mai stare con qualcuno dopo averlo tradito.

PS: credo che quando arriverà alla zavorra 5 non avrò più amici, perlomeno tra chi legge qui

30.1.07

Live or Survive

PsicoDonna: c'è differenza tra non stare male e essere soddisfatti? Sì. no?
Solo che per essere soddisfatto devi aver voluto, desiderato qualcosa, anche se magari poi l'hai raggiunto solo in parte o per niente. Non stare male significa che non hai desiderato, quindi non hai perso niente. E se capita che guadagni qualcosa, non stai male perchè è gratis ma non ti dà soddisfazione perchè non sei stato tu.

I miei sogni dicono che ho perso l'audacia, il coraggio, la voglia di sfida. E' incredibile come l'inconscio capisca tutto, e prima. Andrebbe usato come guida di vita, no?

29.1.07

I (would like to) have a dream

Cercasi sogni. Che siano sporchi, usati, dimenticati, già realizzati, frustrati, non importa, preferibilmente accompagnati con una buona scorta di fiducia.
Baratto con un quintale di deciso pragmatismo e una botte di concretezza, leggermente cinica ma sempre ben ancorante, invecchiata 29 anni.

28.1.07

Amici di cui vantarsi

"Sapere è un inferno, e l’ignoranza una beata palude: io sto nel mezzo."

http://www.giantropomorfo.splinder.com/

25.1.07

Chakra-dance

Namaste, che sarebbe "Grazie" in sanscrito (lingua peraltro veramente affascinante).

Queste ultime due settimane il mondo ha deciso di impegnarsi a mostrarmi che:
1. non sono così sola come credo
2. non sarei così sola, come credevo, senza surrogato (ovvero Giovane Virgulto)
3. forse il lutto è finito, nel senso che mi si deve essere sbloccato qualcosa a livello di chakra. Ho vissuto un weekend energeticamente appassionante e mi è capitato di rivivere uno di quei momenti che ricordavo molto lontani, quando senti di avere sotto la pelle un flusso di qualche energia nuova e coinvolgente che ignoravi, forse perchè semplicemente fino a quel momento non c'era, che fa sì che la persone siano attratte da te.

Parlo solo di chakra di gola, relazioni con il mondo (Vishudda) eh. Che se scendiamo di uno , Anahata (amore, donarsi, prendersi cura), siamo ancora al disastro.

Namaste. A chi, anche inconsapevolmente, ha donato l'energia al mondo il quale l'ha fatta arrivare a me. E a buon rendere (che in sancrito al momento mi sfugge...)

24.1.07

In my place

Stasera avevo voglia di sentirmi sola.
Poteva essere una bella cosa, invece non è che io ne abbia fatto buon uso.

22.12.06

Decision making

Che poi non è che le grandi decisioni vengano prese a tavolino. Non è che uno si siede e pensa: adesso decido cosa fare della mia vita, adesso decido se sposare quella lì. Uno decide mentre guida tornando a casa, mentre fa la doccia, mentre è in coda per prelevare al bancomat.

La vita accade e si decide, più o meno consapevolemente, negli spiragli, nei ritagli di tempo, nelle finestre di attenzione.
No...non è che abbia deciso qualcosa....ma se accadrà probabilmente lo farò in doccia. Mi piace l'idea.

10.12.06

L'arroganza di sognare

Ma qualcuno per caso mi ha detto che il sognare qualcosa ti dà un qualche diritto di prelazione sull'oggetto di desiderio?
Nel senso: canzoni e film e spot e aforismi a dire che bisogna sognare, che senza sognare siamo mezzi individui, che sognare è la strada per la felicità e la realizzazione. Peccato che sognare non riservi nessun diritto o garanzia di avveramento.
Quindi, questo mio senso di delusione, questa mia sensazione di aver ricevuto qualcosa che in realtà non volevo, mentre non c'è traccia di quello che ho sognato finora per la mia vita, come un bambino che a Natale riceve l'imitazione da discount del gioco di marca ma forse neanche quella, dicevo questa sensazione di "aver diritto a" è assolutamente fuori luogo.

Toglierselo dalla testa: sognare qualcosa non dà nessuna garanzia di averlo.

2.12.06

Invertire il senso di marcia

Mi sento orfana del mio destino. Eccome se lo sono.
Mesi fa io e l'altra persona siamo stati così forti da forzare i nostri destini che erano stati abbastanza chiaramente indicati da coincidenze inequivocabili.

Fa un po' ridere ma credo che il navigatore satellitare sia una buona metafora per la mia concezione di destino! Qualcosa, qualcuno, le coincidenze, ci indicano la strada per arrivare alla destinazione desiderata ma ciascuno è libero di non seguire le indicazioni.Da mesi ho l'impressione che il navigatore del mio destino stia ricalcolando la strada.
Di certo io ho invertito il senso di marcia.

16.11.06

Coincidence

Basta. Ho capito, non c'era bisogno di scatenare tutte quelle coincidenze.
Pensavo di esserne fuori, di averla passata liscia, di essere stata indultata pure io. Invece no carina, niente sconti. Ogni volta che mi prendo per il culo vengo presa a sberleffi dalle coincidenze.

Ogni cosa che appartiene alla natura ha un suo tempo, deciso sulla base di chissà quale criterio ma assolutamente giusto e sensato.
Le ferite guariscono bene anche da sole, ma coi loro tempi.

14.11.06

Waves

Dagli spiragli di consapevolezza delle ultime settimane, striscia fuori un'idea per niente motivante: tutto quello che sono ad oggi mi è in qualche modo caduto addosso.

Come se non bastasse la casualità genetica del nascere/nonnascere, nasceresano/nasceremalato, capellimarrone/biondi, timido/estroverso, intelligente/stupido, ecc.

Come se fosse bello vantarsi del non aver mai realmente scelto in un sottoinsieme infinito o perlomeno abbastanza grande ma tra due o tre opzioni preselezionate.

Come se si potesse dire di essere qualcosa quando in realtà non lo si è mai deciso.

Parole: Alessandro Baricco - Novecento

Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone per volta. E di desideri ce n'erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita.
Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me.
E' un viaggio troppo lungo. E' una donna troppo bella. E' un profumo troppo forte. E' una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò. Lasciatemi tornare indietro ...
Niente da fare.
Non si riesce a vivere da quasi due settimane a questa parte.
Rincorrere, strafare, crollare di sonno, arrivare in qualche modo alla maledetta scadenza sì, ma di vita quasi nessuna traccia.
Siete passati di qui in