Io: Natale in Sardegna coi miei, nonna, zii, a soddisfare una richiesta, la prima nella mia vita, di mia mamma.
Lui dice che il Natale è passarlo con la sua famiglia.
E io che cretina, pensavo di essere io la sua famiglia.
3.12.09
Mantra del giorno
"Meno chimica e più anima"
È l'aut-aut della DonnaElfo l'altra sera.
Parla di naturopatia?
No. Parla della mia relazione di coppia.
Stasera di parte per Parigi e so che non ci saranno mezze misure.
Andrà o molto bene o molto male. E io non so nemmeno cosa sperare.
È l'aut-aut della DonnaElfo l'altra sera.
Parla di naturopatia?
No. Parla della mia relazione di coppia.
Stasera di parte per Parigi e so che non ci saranno mezze misure.
Andrà o molto bene o molto male. E io non so nemmeno cosa sperare.
12.11.09
Avverbiamente
Inaspettatamente, incredibilmente soddisfatta del lavoro che faccio.
Violentemente allontanata da ciò che era la mia vita fino a tre mesi fa.
Prevedibilmente provata sul piano fisico ed emotivo.
Improvvisamente auto-riformattata per la sopravvivenza nel nuovo habitat.
Violentemente allontanata da ciò che era la mia vita fino a tre mesi fa.
Prevedibilmente provata sul piano fisico ed emotivo.
Improvvisamente auto-riformattata per la sopravvivenza nel nuovo habitat.
29.10.09
Bisogni, diversi
Pensieri di lei:
weekend romantico a Trento...bella città
cena in un bel ristorante, romantico e tipico
con tutto quello che è successo tra noi in questo periodo abbiamo proprio bisogno di due giorni tranquilli insieme, poi il 3 è il nostro secondo anniversario...
Virgolettato di lei:
Mi manchi tanto quando non ci sei...mi sento sempre più sola quando sei via...
weekend romantico a Trento...bella città
cena in un bel ristorante, romantico e tipico
con tutto quello che è successo tra noi in questo periodo abbiamo proprio bisogno di due giorni tranquilli insieme, poi il 3 è il nostro secondo anniversario...
Virgolettato di lui:
Ho solo tanta voglia di divertirmi con te, nessun preparativo, conosco posti dove si beve ottima birra! Niente impegno e organizzazione...
Virgolettato di lei:
Mi manchi tanto quando non ci sei...mi sento sempre più sola quando sei via...
Virgolettato di lui:
Sì...però a me piace avere quei miei spazi....mi piace la solitudine
21.10.09
La SacraViaDiMezzo
La DonnaElfo ha scoperto un altro mio nervo.
Passare da "fantastico uomo della mia vita" a "immaturo e narciso stronzo" nell'arco di un secondo non è un segno di equilibrio in nessuna delle due affermazioni.
Ergo il mio scopo al momento è di esercitarmi nella ricerca di definizioni di normalità, di un linguaggio semplice e molto a contatto con la realtà, oltre che nella pratica della non violenza, fisica e verbale, verso me stessa o verso altri.
La cistite me la sono fatta venire anche stavolta, comunque.
Passare da "fantastico uomo della mia vita" a "immaturo e narciso stronzo" nell'arco di un secondo non è un segno di equilibrio in nessuna delle due affermazioni.
Ergo il mio scopo al momento è di esercitarmi nella ricerca di definizioni di normalità, di un linguaggio semplice e molto a contatto con la realtà, oltre che nella pratica della non violenza, fisica e verbale, verso me stessa o verso altri.
La cistite me la sono fatta venire anche stavolta, comunque.
17.10.09
Canzoni che mi parlano
Sono battiti di un’altra età che hai dimenticato,
come pagine spente di un sogno stropicciato
in piccoli tormenti, in quotidiane avversità,
fragili ricordi che chiamavi libertà.
Per un sorso di opportunità a quanto hai rinunciato,
per un brivido di vanità quanto hai già tradito.
Basta un solo attimo a contrarre la viltà,
Basta fare finta che si chiami libertà.
come pagine spente di un sogno stropicciato
in piccoli tormenti, in quotidiane avversità,
fragili ricordi che chiamavi libertà.
Per un sorso di opportunità a quanto hai rinunciato,
per un brivido di vanità quanto hai già tradito.
Basta un solo attimo a contrarre la viltà,
Basta fare finta che si chiami libertà.
15.10.09
Mr Empatia
In tutto questo casino con lui pensavo di aver trovato una soluzione intelligente e saggia: lui in trasferta, io a casa a frantumarmi, l'idea era di non sentirsi per 4 giorni, lasciar calmare le acque e riacquistare lucidità.
Le intelligenti e simpaticissime frasi che seguono sono le sue violazioni dell'accordo, nonchè i suoi fantastici contributi alla risoluzione adulta del problema:
Eppure bastava semplicemente NON dire niente e ascoltare il silenzio.
PS: a rileggere il blog certe cose sono sempre state così evidenti...ma io Volevo Credere...
Le intelligenti e simpaticissime frasi che seguono sono le sue violazioni dell'accordo, nonchè i suoi fantastici contributi alla risoluzione adulta del problema:
- come va?
- tutto questo non ha senso, dai
- ti ho chiesto scusa dai, adesso basta (forse la mia preferita in assoluto, anche per il fatto che le scuse sono arrivate praticamente solo con la violenza...)
- ti stai attaccando a delle cazzate
- sì dai lasciamoci per tutto questo
- mi devo cercare una casa per venerdì sera?
- stai davvero esagerando
Eppure bastava semplicemente NON dire niente e ascoltare il silenzio.
PS: a rileggere il blog certe cose sono sempre state così evidenti...ma io Volevo Credere...
14.10.09
Primo post in mobilità
Nonostante la mia Iphone addiction, il cell mi sembrava un mezzo non adatto a scrivere una cosa così tutto sommato "diariesca" come un blog, come questo blog.
I tempi cambiano. In questo momento per me più in fretta del solito.
I tempi cambiano. In questo momento per me più in fretta del solito.
13.10.09
Meditazione violenta
Questa che segue è la trascizione, più o meno letterale, della voce della mia mente durante la mezzora di meditazione di stasera.
Om-Ra. Om-Ra. Inspiro-Oooom. Espiro-Raaa.
Calmo la mente. Certo, lui dice che non stava flirtando in quelle mail.
Oooom, oooom, oooom. Il fatto è che lui le ha scritto esattamente mentre io ero in sardegna, e lui da solo a casa. L'ho sentito tutte le sere quella settimana, mi pare. O forse no? Sai che cazzo vuol dire, comunque.
Dai però, stiamo meditando! Non è neanche rispettoso per gli altri, sicuramente li sto disturbando con la mia energia negativa. Magari canto il mantra del mattino.
Però porca troia come si fa a scrivere "dove ti posso chiamare? il mio numero è 349........ sarebbe bello vedersi e fare due chiacchere" a una tua ex che ti dice che si è appena lasciata col tipo e che è sola? Lui dice che scherzava, certo se avessi fatto io una roba del genere e avessi usato questa scusa mi impalava.
E' proprio vero cazzo: chi cerca trova. E allora meglio vivere nell'ignoranza? Nell'ingenuità? Nell'ipocrisia? Certo, tutti fanno finta di non vedere.
L'ignoranza sono i Maya dello yoga, ciò che ci impedisce di vedere la verità.
Om Bhur Bhuvah Svah, terra aria e cielo aiutatemi. Non sto nemmeno respirando, ed ero un'insegnante di yoga fino a 3 mesi fa! Che scandalo.
E poi la frase finale, il capolavoro: "e non ci credo che sei brava ;)", che tradotto è: "dai dimmi che non sei brava che vediamo cosa ne esce".
Lacrime. Tanto hanno tutti gli occhi chiusi, al massimo vedono il trucco sbavato ma è fine giornata.
E poi quella volta che gli ho trovato i preservativi nella borsa pc...e la domenica arriva sempre più tardi dalla passeggiata col cane...e d'altra parte in trasferta può fare che cazzo vuole.
Proprio la serata giusta per meditare. Per fortuna stanno dicendo il mantra di ringraziamento.
Om, shanti, om che ne ho un sacco bisogno.
22.9.09
Il nuovo lavoro\2 – L'accettazione nel gruppo (l’adolescenza non finisce mai)
Arrivi in un gruppo consolidato, tenuto insieme anche da vita vissuta e aneddoti condivisi che tu imparerai a memoria senza averli vissuti. Osservi il gruppo mettendoti nel mindset di doverne analizzare tutte le dinamiche psico-sociali e inizi a pensare nei termini di opinion leader e vicari, squali e delfini, carnefici e capri espiatori. Ti chiedi in quale categoria ricadrai alla fine.
Tutta la tua attenzione è focalizzata sull’entrare in una cerchia che sembra aperta e disponibile ma che in realtà si compatta nel non voler modificare i suoi equilibri e le sue certezze solo perché sei arrivata tu.
Non è cambiato molto dall’adolescenza. 30+ anni per sentirsi insicura e nervosa come una ragazzina. Non ti fai le canne per farti notare però magari prendi 10 caffè e spendi 4 ticket al giorno di pranzo sociale (le principali occasioni di messa in funzione delle dinamiche nonché di scardinamento delle stesse), cerchi di non essere troppo protagonista ma neanche troppo dimessa, non troppo critica ma neanche senza opinioni, collaborativa ma neanche un agnellino sacrificale. Una faticaccia trovare sempre la sfumatura giusta che ti eviterà di essere catalogata come una in qualche modo agli estremi del gruppo, l’individualista che gioca da sola oppure la qualunquista che scompare nel gruppo.
Tutta la tua attenzione è focalizzata sull’entrare in una cerchia che sembra aperta e disponibile ma che in realtà si compatta nel non voler modificare i suoi equilibri e le sue certezze solo perché sei arrivata tu.
Non è cambiato molto dall’adolescenza. 30+ anni per sentirsi insicura e nervosa come una ragazzina. Non ti fai le canne per farti notare però magari prendi 10 caffè e spendi 4 ticket al giorno di pranzo sociale (le principali occasioni di messa in funzione delle dinamiche nonché di scardinamento delle stesse), cerchi di non essere troppo protagonista ma neanche troppo dimessa, non troppo critica ma neanche senza opinioni, collaborativa ma neanche un agnellino sacrificale. Una faticaccia trovare sempre la sfumatura giusta che ti eviterà di essere catalogata come una in qualche modo agli estremi del gruppo, l’individualista che gioca da sola oppure la qualunquista che scompare nel gruppo.
21.9.09
Il nuovo lavoro\1 – Che culo
Inizio ad abituarmi alla nuova vita, qualche contraccolpo c’è, ovvio, ma niente di davvero condizionante. Mi piace però l’idea di documentare la nascita e lo sviluppo di una nuova me, perché quando si cambia lavoro si cambia anche un po’ identità. La nuova me in realtà scalciava già da qualche mese, come se un bruco si posso ribellare suo bozzolo anzitempo. E’ stata la stessa nascente Anna ha decidere che il posto che le si proponeva era probabilmente uno spazio fertile dove evolvere in tutte le sue potenzialità.
7.9.09
Aaaaah....le vecchie abitudini
2 mesi che non scrivo, d-u-e!
A volte non scrivo perchè non ho niente da dire. In questo caso ho il problema opposto. Davvero ci ho pensato un sacco di volte al riprendere ma...
Avrei almeno 3 altri corollari dimissioni di cui scrivere: l'ultimo stranissimo giorno con gli scatoloni in mano, l'emozione lacrimosa dei miei colleghi ma non la mia, i saluti stronzi della dirigenza, nemmeno l'ipocrisia di un "in bocca al lupo" o un "grazie di tutto", promesse di soldi ovviamente non arrivati, la festa di addio con orologio-ricordo, il distacco che fatico ancora ad avere verso certi ricordi, le 5 settimane di ferie a noia zero.
Avrei poi da raccontare l'ennesima sfiga immobiliare, che a ben guardare era probabilmente il destino mascherato da fatalità. Una casa non scelta da me, per motivi tutto sommato indipendenti da me, dove sarei andata ad abitare, sebbene con amore, per assecondare un bisogno individuale non mio, che avrebbe forse intaccato la serenità della mia vita di coppia come aveva già subdolamente fatto negli ultimi 6 mesi ma che alla fine ha pensato bene di togliersi di mezzo, seppur con gli ennesimi strascichi legali (quelli nell'intimità sono stati brillantemente risolti invece).
E poi la mia NuovaVita. Un lavoro tutto nuovo e scintillante in un ambiente sorridente, umano, stimolante. Una scelta di priorità anacronistiche, forse, a 32 anni: investire nella propria professione, anzichè nel proprio utero. Un drastico cambio di ritmi fisici e mentali che, rielaborato nei miei sogni, sta intaccando -in meglio- la percezione stessa che ho di me.
Felice, comunque.
A volte non scrivo perchè non ho niente da dire. In questo caso ho il problema opposto. Davvero ci ho pensato un sacco di volte al riprendere ma...
Avrei almeno 3 altri corollari dimissioni di cui scrivere: l'ultimo stranissimo giorno con gli scatoloni in mano, l'emozione lacrimosa dei miei colleghi ma non la mia, i saluti stronzi della dirigenza, nemmeno l'ipocrisia di un "in bocca al lupo" o un "grazie di tutto", promesse di soldi ovviamente non arrivati, la festa di addio con orologio-ricordo, il distacco che fatico ancora ad avere verso certi ricordi, le 5 settimane di ferie a noia zero.
Avrei poi da raccontare l'ennesima sfiga immobiliare, che a ben guardare era probabilmente il destino mascherato da fatalità. Una casa non scelta da me, per motivi tutto sommato indipendenti da me, dove sarei andata ad abitare, sebbene con amore, per assecondare un bisogno individuale non mio, che avrebbe forse intaccato la serenità della mia vita di coppia come aveva già subdolamente fatto negli ultimi 6 mesi ma che alla fine ha pensato bene di togliersi di mezzo, seppur con gli ennesimi strascichi legali (quelli nell'intimità sono stati brillantemente risolti invece).
E poi la mia NuovaVita. Un lavoro tutto nuovo e scintillante in un ambiente sorridente, umano, stimolante. Una scelta di priorità anacronistiche, forse, a 32 anni: investire nella propria professione, anzichè nel proprio utero. Un drastico cambio di ritmi fisici e mentali che, rielaborato nei miei sogni, sta intaccando -in meglio- la percezione stessa che ho di me.
Felice, comunque.
15.7.09
Corollario dimissioni\5
I superiori che non si rassegnano. Mio penultimo giorno qui e continuano a buttarmi addosso robe da fare: capo attuale, ex-capo e mettiamoci anche l'amministratore delegato-forse l'unico al quale è concesso non ricordarsi esattamente fino a quando ci sono.
L'abitudine di sfruttare i collaboratori (anzi, le collaboratrici) è molto difficile da perdere, soprattutto per i manager maschi. A maggior ragione quando, visto che non mi rimpiazzerà nessuno, iniziano a sospettare che è arrivata l'ora di iniziare a lavorare per davvero perchè non c'è più la galoppina fedele, sveglia e competente a metterci sempre la pezza chiedendo in cambio solo un "brava continua così che la promozione arriva" ogni tanto.
Non so se questo loro rimanere attaccati fino all'ultimo secondo al comodissimo status quo mi fa più incazzare o tenerezza/pena. Credo la prima.
Da settimana prossima sono tutti ca**i vostri!
L'abitudine di sfruttare i collaboratori (anzi, le collaboratrici) è molto difficile da perdere, soprattutto per i manager maschi. A maggior ragione quando, visto che non mi rimpiazzerà nessuno, iniziano a sospettare che è arrivata l'ora di iniziare a lavorare per davvero perchè non c'è più la galoppina fedele, sveglia e competente a metterci sempre la pezza chiedendo in cambio solo un "brava continua così che la promozione arriva" ogni tanto.
Non so se questo loro rimanere attaccati fino all'ultimo secondo al comodissimo status quo mi fa più incazzare o tenerezza/pena. Credo la prima.
Da settimana prossima sono tutti ca**i vostri!
6.7.09
Corollario dimissioni\4
In ogni posto di lavoro ce n'è una. La Grandissima Stronza.
Quella che ha sempre una parola acida per tutti.
Quella che anche fisicamente esprime tutta la sua secchezza emotiva: capelli di scopa di saggina, occhi di ratto, minigonna giropassera (cmq lei si crede figa).
Quella che ti sorride plasticamente davanti e poi ti fa il verso con chiunque alle spalle.
Quella che pur di salvare il suo culetto avvizzito in ogni situazione racconta versioni molto personalizzate della realtà.
Quella che, per poca autostima e molto poca (e comprensibilissima) disponibilità maschile, si struscia addosso qualsiasi protuberanza.
Quando il personaggio ricopre ruoli normali o secondari la situazione può essere gestibile.
Quando LEI invece, per ragioni -completamente e al di là di qualsiasi ragionevole dubbio- diverse dal merito intellettuale e professionale, è il n. 2 dell'azienda, e TU sei donna, magari minimamente intelligente (quindi più di lei) e/o minimamente carina (quindi molto più di lei), è certo che la tua vita lavorativa sarà Un Inferno. E anche il tuo preavviso di dimissioni non sarà una passeggiata...può lasciarsi sfuggire l'Ultima Occasione per Abusare del Suo Potere su di te?
Se c'è davvero una giustizia divina o quantomeno sociale e collettiva, per quello che ho passato in questi 4 anni, nel nuovo lavoro la Grandissima Stronza può essere al massimo la signora delle pulizie.
Quella che ha sempre una parola acida per tutti.
Quella che anche fisicamente esprime tutta la sua secchezza emotiva: capelli di scopa di saggina, occhi di ratto, minigonna giropassera (cmq lei si crede figa).
Quella che ti sorride plasticamente davanti e poi ti fa il verso con chiunque alle spalle.
Quella che pur di salvare il suo culetto avvizzito in ogni situazione racconta versioni molto personalizzate della realtà.
Quella che, per poca autostima e molto poca (e comprensibilissima) disponibilità maschile, si struscia addosso qualsiasi protuberanza.
Quando il personaggio ricopre ruoli normali o secondari la situazione può essere gestibile.
Quando LEI invece, per ragioni -completamente e al di là di qualsiasi ragionevole dubbio- diverse dal merito intellettuale e professionale, è il n. 2 dell'azienda, e TU sei donna, magari minimamente intelligente (quindi più di lei) e/o minimamente carina (quindi molto più di lei), è certo che la tua vita lavorativa sarà Un Inferno. E anche il tuo preavviso di dimissioni non sarà una passeggiata...può lasciarsi sfuggire l'Ultima Occasione per Abusare del Suo Potere su di te?
Se c'è davvero una giustizia divina o quantomeno sociale e collettiva, per quello che ho passato in questi 4 anni, nel nuovo lavoro la Grandissima Stronza può essere al massimo la signora delle pulizie.
2.7.09
Corollario dimissioni\3
Ho mandato una mail a tutti i miei contatti esterni per avvisare di cancellare tutti i riferimenti, ma senza dire a chi si potranno rivolgere in futuro perchè questa azienda, a 1 settimana dalle mie dimissioni, non ha minimente deciso chi si accollerà le mie attività.
Ho ricevuto molte risposte, più numerose e con un tono più cordiale e riconoscente di quanto mi aspettassi.
Ovvio, c'è una tara data dal buonismo della circostanza, però è proprio bello leggere ringraziamenti per la collaborazione e affermazioni di stima, ricordi di progetti e successi raggiunti insieme.
Poi è evidente che, quando uno se ne va, come quando uno muore, diventa immediatamente più bravo/buono/bello rispetto al giorno prima e rispetto a quelli che rimangono.
Ho ricevuto molte risposte, più numerose e con un tono più cordiale e riconoscente di quanto mi aspettassi.
Ovvio, c'è una tara data dal buonismo della circostanza, però è proprio bello leggere ringraziamenti per la collaborazione e affermazioni di stima, ricordi di progetti e successi raggiunti insieme.
Poi è evidente che, quando uno se ne va, come quando uno muore, diventa immediatamente più bravo/buono/bello rispetto al giorno prima e rispetto a quelli che rimangono.
1.7.09
Corollario dimissioni\2
La mail di saluto aziendale: un pensiero ricorrente di questi giorni. Una formalità rischiosa, un'opportunità insidiosa, qualcosa che si può scegliere di non fare?
Tutto dipende da come te ne vai. Però mi solletica l'idea di provocare, di spezzare la catena di mail buoniste e melense di predecessori che si sperticano in aggettivi iperbolici nel descrivere la meravigliosa esperienza vissuta nell'azienda che, particolare insignificante, stanno lasciando.
Una cosa alla Jerry Maguire sarebbe più nel mio stile....
Tutto dipende da come te ne vai. Però mi solletica l'idea di provocare, di spezzare la catena di mail buoniste e melense di predecessori che si sperticano in aggettivi iperbolici nel descrivere la meravigliosa esperienza vissuta nell'azienda che, particolare insignificante, stanno lasciando.
Una cosa alla Jerry Maguire sarebbe più nel mio stile....
Corollario dimissioni\1
Com'è possibile non pensare "non vedo l'ora di andarmene e non tornare più in questo posto di merda"????
...forse solo se non dai neanche un giorno di preavviso...
...forse solo se non dai neanche un giorno di preavviso...
29.6.09
Ora ho chiuso quella più grossa...
Volenti o nolenti, consapevoli o no, il lavoro costituisce una grossa fetta delle nostre vite ma influisce anche davvero pesantemente sulla percezione del sè.
Essere soddisfatti sul lavoro, economicamente o professionalmente, ci fa sentire bene, delle persone arrivate, in qualche modo risolte perchè confermate dall'ambiente lavorativo.
Allo stesso modo, essere frustrati dal proprio lavoro ci distrugge l'autostima, ci fa sentire il bisogno, per contrasto, di dimostrare ancora di più il nostro valore, di metterci tutto noi stessi, di fare di tutto per far capire quanto siamo bravi.
Almeno io funziono abbastanza così.
In ciascuno dei due casi, togliere il nostro lavoro dalla nostra vita e spazio mentale è disorientante, spiazza, ti fa pensare: e adesso??
Questo perchè tendiamo molto spesso a identificarci con quello che facciamo, anzichè con ciò che davvero siamo, il fare è molto più visibile e concreto dell'essere e per comodità ci autodefiniamo "un'insegnante", "un consulente", "un'impiegata", "un'insegnante di yoga". Tolto il fare, quindi, un po' di vuoto ci si apre sotto i piedi.
Tutto questo per dire che da qualche mese cercavo abbastanza assiduamente lavoro e nella mia mente avevo già deciso di cambiare. Peccato che nel momento in cui ho davvero firmato mi sono tremate le gambe: ma chi me lo fa fare, sono comoda, alla fine chi se ne frega della carriera, ma chissà se di là sarà meglio...
Paura. Caga pura. Cambiare, mettersi alla prova, soprattutto dopo quasi 5 anni nello stesso posto. Un po' come la sindrome di Stoccolma rivaluti i pregi e sminuisci i difetti del posto che stai per lasciare.
Grazie al cielo la paura è risultata inferiore all'adrenalina del scegliere per crescere, per scoprire cose nuove di me, per imparare e non spegnermi.
Ho dato le dimissioni.
La cosa più curiosa di questa situazione è la varietà di reazioni alla notizia -per un'azienda medio-piccola e pettegola comunque un ghiotto scoop-:
Sorpresa/o
Ma davvero??? e come mai??
Misto-finto-triste
Ah cavoli...mi dispiace...però sono contenta/o per te...
Altruista
Che bello! congratulazioni! sono contenta/o per te!
Invidiosa/o
Variante A: Ah beh, vai a Milano...che sbattimento...
Variante B: Beata te!
Soddisfazioni
Mi dispiace che te ne vai perchè ti stimo davvero come collega...
Mi sento un po' come l'elefante della famosa storiella: da cucciolo vieni legato a un palo con una corda. La corda negli anni è sempre la stessa ma tu sei diventato 10 volte tanto e potresti spezzarla in un niente ma non lo fai solo perchè sei sicuro che sia inevitabile.
Il fatto che abbia semplicemente detto "Basta", per qualcuno ha dell'incredibile...lo trovo curioso, no?
Essere soddisfatti sul lavoro, economicamente o professionalmente, ci fa sentire bene, delle persone arrivate, in qualche modo risolte perchè confermate dall'ambiente lavorativo.
Allo stesso modo, essere frustrati dal proprio lavoro ci distrugge l'autostima, ci fa sentire il bisogno, per contrasto, di dimostrare ancora di più il nostro valore, di metterci tutto noi stessi, di fare di tutto per far capire quanto siamo bravi.
Almeno io funziono abbastanza così.
In ciascuno dei due casi, togliere il nostro lavoro dalla nostra vita e spazio mentale è disorientante, spiazza, ti fa pensare: e adesso??
Questo perchè tendiamo molto spesso a identificarci con quello che facciamo, anzichè con ciò che davvero siamo, il fare è molto più visibile e concreto dell'essere e per comodità ci autodefiniamo "un'insegnante", "un consulente", "un'impiegata", "un'insegnante di yoga". Tolto il fare, quindi, un po' di vuoto ci si apre sotto i piedi.
Tutto questo per dire che da qualche mese cercavo abbastanza assiduamente lavoro e nella mia mente avevo già deciso di cambiare. Peccato che nel momento in cui ho davvero firmato mi sono tremate le gambe: ma chi me lo fa fare, sono comoda, alla fine chi se ne frega della carriera, ma chissà se di là sarà meglio...
Paura. Caga pura. Cambiare, mettersi alla prova, soprattutto dopo quasi 5 anni nello stesso posto. Un po' come la sindrome di Stoccolma rivaluti i pregi e sminuisci i difetti del posto che stai per lasciare.
Grazie al cielo la paura è risultata inferiore all'adrenalina del scegliere per crescere, per scoprire cose nuove di me, per imparare e non spegnermi.
Ho dato le dimissioni.
La cosa più curiosa di questa situazione è la varietà di reazioni alla notizia -per un'azienda medio-piccola e pettegola comunque un ghiotto scoop-:
Sorpresa/o
Ma davvero??? e come mai??
Misto-finto-triste
Ah cavoli...mi dispiace...però sono contenta/o per te...
Altruista
Che bello! congratulazioni! sono contenta/o per te!
Invidiosa/o
Variante A: Ah beh, vai a Milano...che sbattimento...
Variante B: Beata te!
Soddisfazioni
Mi dispiace che te ne vai perchè ti stimo davvero come collega...
Mi sento un po' come l'elefante della famosa storiella: da cucciolo vieni legato a un palo con una corda. La corda negli anni è sempre la stessa ma tu sei diventato 10 volte tanto e potresti spezzarla in un niente ma non lo fai solo perchè sei sicuro che sia inevitabile.
Il fatto che abbia semplicemente detto "Basta", per qualcuno ha dell'incredibile...lo trovo curioso, no?
25.6.09
Sono svolte
Ma certo!! Ora è tutto chiaro!!
Ho consapevolizzato mentre completavo la mia libreria su Anobii che all'età di 10 anni ho iniziato a leggere i fumetti di Mafalda diventandone una fan assoluta!
Ecco da dove arriva tutto il mio idealismo e la mia incazzatura col mondo!
Ho consapevolizzato mentre completavo la mia libreria su Anobii che all'età di 10 anni ho iniziato a leggere i fumetti di Mafalda diventandone una fan assoluta!
Ecco da dove arriva tutto il mio idealismo e la mia incazzatura col mondo!
Chiusa un'altra parentesi
Ieri sera ultima lezione del mio corso di yoga, fare un bilancio è abbastanza scontato.
Sono grata per aver avuto la possibilità di farlo. E' impareggiabile la soddisfazione di sentirsi dire che grazie alle mie lezioni:
"non ho più quel mal di schiena"
"adesso arrivo quasi a toccarmi le caviglie!"
"all'inizio dell'anno non riuscivo nemmeno a stare seduto nella posizione del loto"
"le insegnanti di mia figlia dicono che ha cambiato portamento da quando fa yoga ed è anche molto meno timida"
Nessuno stipendio, nessun ruolo manageriale, nessun risultato professionale, credo, mi darà mai la consapevolezza di aver fatto qualcosa di così utile e buono, che davvero fa stare meglio le persone, che davvero fa cambiare qualcosa, seppur piccola.
Alla richiesta di ricominciare subito a settembre io ho dovuto rispondere che con la mia nuova prossima vita non posso prendere impegni, non ho idea di come sarà e se avrò spazio per insegnare ancora.
Anche se non lo farò più, comunque, sono e sarò davvero riconoscente di quello che è stato quest'anno. E coltivare la gratitudine aiuta a essere più felici, giuro.
Sono grata per aver avuto la possibilità di farlo. E' impareggiabile la soddisfazione di sentirsi dire che grazie alle mie lezioni:
"non ho più quel mal di schiena"
"adesso arrivo quasi a toccarmi le caviglie!"
"all'inizio dell'anno non riuscivo nemmeno a stare seduto nella posizione del loto"
"le insegnanti di mia figlia dicono che ha cambiato portamento da quando fa yoga ed è anche molto meno timida"
Nessuno stipendio, nessun ruolo manageriale, nessun risultato professionale, credo, mi darà mai la consapevolezza di aver fatto qualcosa di così utile e buono, che davvero fa stare meglio le persone, che davvero fa cambiare qualcosa, seppur piccola.
Alla richiesta di ricominciare subito a settembre io ho dovuto rispondere che con la mia nuova prossima vita non posso prendere impegni, non ho idea di come sarà e se avrò spazio per insegnare ancora.
Anche se non lo farò più, comunque, sono e sarò davvero riconoscente di quello che è stato quest'anno. E coltivare la gratitudine aiuta a essere più felici, giuro.
Iscriviti a:
Post (Atom)