19.10.10

Note to Self

"Non devi cambiare perchè sei al colmo della disperazione, ma perchè desideri essere felice."
La DonnaElfo non è mai uscita dalla mia vita, neanche nei momenti migliori. Pareva di aver fatto tanta strada, e invece la sensazione è di essere ancora sempre allo stesso incrocio.
Certo il panorama è cambiato, il mio sguardo è cambiato ma la percezione di essere ripiombata nella stessa scena è devastante.
Stavolta, dice la mia terapista, non si può dire che io non le abbia provate tutte. Stavolta, continua come un treno sul binario delle mie magre consolazioni, non sono le mie paure a fermarmi, non sono i miei boicottaggi, non è il profondo senso di inadeguatezza a farmi esitare.
Stavolta i dubbi sono fondati, motivati, persistenti quasi oggettivi. Alla fine me l'ha insegnato lui a essere razionale..

Finire/ricominciare/finire

Gli indiani la chiamano Wheel of Life, come se tutto fosse un gran girare attorno. La mia vita lo è parecchio, di nuovo, ultimamente. E il giro del cerchio passa anche da questo blog, come per ogni mia sofferenza che si rispetti.
Probabile che nella vita precedente fossi un tornado, o una trottola, o un cerchio nel grano.
Quanti dejevu, sensazioni già sentite, esperienze già esperite, idee già consumate.
E io sola, vinta dalle lacrime, mi chiedo se riusciró, anche questa volta, a trovare parole nuove e spiegazioni vergini per affrontate qui il mio ciclico inferno.

11.5.10

La mia manche

Ho corso un grosso rischio giocandomi il tutto per tutto.
A questo giro è andata bene.

14.4.10

Eh?

C'è sempre un momento in queste situazioni in cui ti chiedi:

ma non è che mi sto sognando tutto?

ma non è che sto combinando un casino immane per niente?

ma è reale la realtà che vedo e percepisco e mi racconto?

È che a volte la mia mente flippa e non sa più a cosa credere. Quando mi perdo interrogo il cuore, e lui risponde: sai già cosa devi fare e come stanno le cose.

Lascia andare cio che non ti serve.

13.4.10

Simbiosi

Lui è un sadico, io una masochista. Detta così suona perfetto.

Questa volta ho imparato a non urlare il mio masochismo.
Questa volta è silenzioso, e mascherato da saggezza.

Io parlo, supplico, spiego, motivo, chiarisco, smaschero, prego, ci provo in tutti i modi.
Lui sputa, denigra, si lagna, critica, blocca, respinge, distrugge e cancella ogni spiraglio.

E io sono così stanca. E se mollo io, crolla tutto.

9.4.10

Cosa mi aspetta

Nel fiume di pensieri e disastri e cazzate varie di questi giorni la mia clausura forzata dalla sublussazione cervicale che mi sono auto-causata dalla tensione mi serve per spaziarmi dentro.
Non è che ci sia niente di granchè di nuovo da quelle parti: qualche consolidamento, qualche dolore inatteso, una scena dietro l'angolo del cuore che pensavi meno vivida.

La prospettiva al momento è che lui si cerchi una casa in affitto, come se fosse una soluzione quantomeno a medio termine. Credevo sarebbe durato poco, che qualcosa dentro di lui si sarebbe messo a urlargli di strisciare qui, che la sua anima si crepasse all'idea di perderci. Invece la sua scorza è dura e costante e io non mi immagino in questa situazione, dove lui entra e esce da casa mia come un adolescente o io a casa sua, per mesi.

Mi sta trascinando indietro, mi sta facendo regredire quando è esattamente l'opposto di quello che volevo, ovvero un bel balzo in avanti nella vita adulta.

E così mi trovo a camminare per strada invidiando la scena "stationwagon-coppia-passeggino-cane".

31.3.10

Le fasi della fine

La fase terminale di una storia ha un decorso così tipico che conosco, peraltro, così bene.

La prima fase prevede grandi discorsi, tentativi più o meno razionali, più o meno sensati di capire, di risolvere, di sentire se c'è spazio.

Nella seconda fase si fa strada per la prima volta il pensiero che forse sia giusto così, che finisca, che ciascuno prenda la sua strada.

La terza fase è la rielaborazione a due di quel concetto.

Nella quarta invece ognuno si smazza i cazzi suoi per uscirne con meno danni possibile.

Ieri sono entrata nella fase 2. Parlo per me perchè tanto lui non esiste. Per lui quando andava bene, andava bene. Quando ci sono problemi...eh beh sì, "le cose vanno male".

E' riuscito a lasciarmi sola anche in questo.

25.3.10

Confronto a 2

Non bene. Ho fatto tipo 40 minuti di monologo cuore in mano.

Cose positive:
_lui ha ascoltato in silenzio
_io sono riuscita a dire tutto e nei modi più spirituali possibili
_lui piangeva

Cose negative:
_lui piangeva
_io piangevo
_ho la sensazione che fosse l’ultimo tentativo

Mi sento disperatamente sola.
Sola tra noi due.
Sola perchè tutte le donne, sposate e con figli, mi dicono che devo solo aspettare.
Sola perchè ho 33 anni quasi e mi trovo a un bivio con i miei sogni in mano senza sapere dove metterli.

24.3.10

Fairytale going bad

E' dura. Più che oggi so che lo sarà a medio termine.
Quando due bisogni, o meglio un bisogno e un non-bisogno, continuano a confrontarsi qualcosa a un certo punto deve accadere.
Non posso continuare a ignorarmi per non fargli sentire la distanza tra le nostre posizioni. "Io ho paura" spesso significa "Io non voglio e ho paura di ammetterlo", diciamocelo.
Mi sento intrappolata nel silenzio. Se parlo con lui arriviamo ai discorsi da non-ritorno. Se non ci parlo sto male e mi sarà insopportabile il tempo passato insieme divorandomi col pensiero di dover prendere una decisione finale.
E non sono mai stata brava a nascondere niente, figuriamoci movimenti di coscienza come questi.

22.3.10

Bilancio

Primavera. Lunedì. Piove.
Se non fosse che questo weekend il mio cervello ha ricevuto una serie di stimoli al nuovo producendo immagini ben dettagliate del mio prezioso piano B, il resto sarebbe abbastanza da buttare.
E pensare che il resto è stato un totale di 3 ore in casa su 2 giorni, sola col convivente. La discussione è finita male, proprio male, inutile cercare di ridimensionare.
Senza scuse, senza gesti riconciliatori, senza un abbraccio di nascosto nel letto, senza un cenno di saluto prima di ricominciare la routine di lontananza della settimana.
Restano l'eco e la violenza dell'ultima frase pronunciata da lui, rimbombano nella mia testa e sulla mia pelle, senza respiro.

16.3.10

Inconscio significante

Premesse:
i sogni rappresentano ed esorcizzano la realtà
le paure hanno un preciso significato evolutivo
la primavera increspa il mio inconscio già tendenzialmente agitato


Ho sognato che io e il Convivente avevamo avuto un bambino. Però lui dava una festa mentre io cercavo ancora di capire come si teneva in braccio. Visto che lui non dava nè a me nè al bambino nessuna attenzione alla fine il bambino scompariva e io ero disperata.

C'entra il fatto che io mi senta sola e che inizi a essere davvero stanca di questa vita insieme a metà?
Necessito segnali di incoraggiamento. In fretta. Perchè tutto questo aspettare che lui cresca, che lui decida, che lui dia al via, mi sta facendo andare fuori di testa.
Siete passati di qui in